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November 15 Fino a quando tu mi resti nella mente, finche' ti trovo qui fino a quando piu di te non conta niente, io ti diro' di si io sono vivo, sono vivo, e non mi posso sbagliare. fino a quando l' anima delle canzoni, va dove vivi tu fino a quando trovo le soluzioni, dove cammini tu io sono vivo, sono vivo. dentro di te, fino quando non ho parole insieme a te, fin dove si puo' vedere fino a quando non consumo le parole, dico la verita' che ti sento come una rivoluzione, che mi liberera' io sono vivo, sono vivo, e so che ho bisogno di te. di musica e di parole insieme a te, in sogno potro' volare dentro di te, un anima da bruciare insieme a te, fin dove si puo vedere.  vivo di sole insieme a te vivo di cielo dentro te vivo di musica e di te, e so che cosa fare. dentro di te, fin quando si puo' volare insieme a te, fin quando non ho parole dentro di te, un anima da bruciare dentro di te dentro di te dentro di te fino a quando tu mi resti nella mente, fino a quando ti ritrovo qui (Dentro di Te – A. Baroni) …Amore Mio, prima di venire da Te stamattina, ho voluto dedicarti un nuovo intervento, per ricordarti ancora una volta quanto Tu sia speciale, per me, e per le persone a cui vuoi bene, per le quali fai un sacco di sacrifici, di rinunce…Sei davvero la Donna più Straordinaria e Unica che esista…non so se riuscirai a leggerlo prima che arriverò io (dato che stai ancora dormendo) comunque sia, sappi che sei speciale sempre, e nella mia mente non ci sei che tu come unico pensiero fisso e costante……non penso ad altro che a te e ad al tuo animo nobile e candido, ed alla tua “meravigliosità”!! Ora scappo xkè devo prendere il treno…. Ti AMERO’ PER SEMPREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!! Domenico. November 11 Sono quasi sveglio sembra di volare, il sogno non si ferma mai Fuori un po’ di sole filtra cerca le parole, dice che ci sei Sogno di te ogni volta, sono così solo per te Ma tu come fai ad essere qui dentro l’aria che mi tocca già Non so bene dove sento il tuo profumo dai é così che fai Sogno di te, giorno e notte, e sono così Solo per te, solo per te ancora un attimo lunghissimo Ancora un sogno e poi mi sveglierò Solo per te, solo per te solo le notti che non dormo mai Che scrivo pagine che tu mi vuoi é solo per te, solo per te. Sono per la strada manca così poco penso che l’amore c’è E sei proprio tu, sei tu che da lontano chiami e stai chiamando me Cercavo te, ogni volta, e sono così: Solo per te, solo per te, quando finisce ricomincerei Alba e tramonto, e giorno e notte sei E’ solo per te, solo per te faccio le cose che io non farei E quelle che non ho pensato mai E’ solo per te, solo per te Solo per te, solo per te Ancora un attimo lunghissimo ancora un sogno e mi sveglierò E’ solo per te, solo per te, solo per te. (Solo per te - A. Baroni) …..per fortuna ciò che vivo con te non è un sogno, e lo vivo da sveglio ogni giorno, con Te al mio fianco, con la tua dolcezza, la tua bellezza, il tuo candore, e la notte, quando dormo, sento sempre i tuoi passi salire nei miei pensieri, e attraverso questi, raggiungere il mio cuore, e lì posarsi, per non andare più via….sei la Donna che cercavo, sei la Donna più bella al mondo, la Donna che ogni altro uomo vorrebbe al suo fianco, ed io, io che ti ho vicino, sono l’uomo più fortunato in assoluto. Anche se con tre giorni di ritardo, oggi riesco a scrivere quest’intervento in ricordo del nostro altro piccolo traguardo: 21 MESI INSIEME, 1 ANNO e Nove mesi di NOI, sempre vissuti intensamente e magnificamente nella gioia, nella felicità e nell’Amore che ognuno di Noi dona all’altro in ogni istante della giornata. Non so come farei senza Te o come fosse la mia vita senza Te, ma certo è che con Te la mia vita è una favola, e tu sei il mio Angelo, la mia Fata e la mia Principessa. Grazie di tutto ciò che condividiamo e condivideremo. Ti Amerò x sempre cucciolotta mia!!!! Domenico. November 06 Cari Amici di Space, questo è un articolo di giornale, intitolato proprio “Quella Croce rappresenta tutti”, pubblicato su “L’Unità” del 22 Marzo 1988, da Natalia Ginzburg, scrittrice italiana di origine ebrea, confinata durante la II Guerra Mondiale, Atea, eletta nel 1987 nelle liste del Partita Comunista Italiano al Parlamento. Già 21 anni fa si parlava di rimuovere il Crocefisso dalle aule di scuola e dai luoghi pubblici, allora si diceva che gli Ebrei potessero sentirsi offesi, e dopo 21 anni il tema si ripresenta sotto altra chiave, soprattutto dopo la Decisione della Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) di Bruxelles che impone di togliere il Crocefisso dalle aule. Io mi limito a dire e ribadire che ne sono totalmente contrario. Per tutto il resto, credo che la Ginzburg descriva meglio di chiunque altro il problema (anche se alcune cose che dice non le condivido affatto dal punto di vista politico ma non ho intenzione di ometterle). Vi invito a leggere l’articolo, a riflettere ed a domandarvi perchè le autorità garanti del patrimonio e dei valori culturali morali e sociali (tanto per fare qualche nome il Pres. della Repubblica ed i Sig. On. Pres. della Camera e del Senato della Repubblica) non siano ancora intervenuti in tutto ciò. Buona lettura. “Dicono che il crocifisso deve essere tolto dalle aule della scuola. Il nostro è uno stato laico che non ha diritto di imporre che nelle aule ci sia il crocifisso. La signora Maria Vittoria Montagnana, insegnante a Cuneo, aveva tolto il crocefisso dalle pareti della sua classe. Le autorità scolastiche le hanno imposto di riappenderlo. Ora si sta battendo per poterlo togliere di nuovo, e perché lo tolgano da tutte le classi nel nostro Paese. Per quanto riguarda la sua propria classe, ha pienamente ragione. Però a me dispiace che il crocefisso scompaia per sempre da tutte le classi. Mi sembra una perdita. Tutte o quasi tutte le persone che conosco dicono che va tolto. Altre dicono che è una cosa di nessuna importanza. I problemi sono tanti e drammatici, nella scuola e altrove, e questo è un problema da nulla. E’ vero. Pure, a me dispiace che il crocefisso scompaia. Se fossi un insegnante, vorrei che nella mia classe non venisse toccato. Ogni imposizione delle autorità è orrenda, per quanto riguarda il crocefisso sulle pareti. Non può essere obbligatorio appenderlo. Però secondo me non può nemmeno essere obbligatorio toglierlo. Un insegnante deve poterlo appendere, se lo vuole, e toglierlo se non vuole. Dovrebbe essere una libera scelta. Sarebbe giusto anche consigliarsi con i bambini. Se uno solo dei bambini lo volesse, dargli ascolto e ubbidire. A un bambino che desidera un crocefisso appeso al muro, nella sua classe, bisogna ubbidire. Il crocifisso in classe non può essere altro che l'espressione di un desiderio. I desideri, quando sono innocenti, vanno rispettati. L'ora di religione è una prepotenza politica. E' una lezione. Vi si spendono delle parole. La scuola è di tutti, cattolici e non cattolici. Perchè vi si deve insegnare la religione cattolica? Ma il crocifisso non insegna nulla. Tace. L'ora di religione genera una discriminazione fra cattolici e non cattolici, fra quelli che restano nella classe in quell'ora e quelli che si alzano e se ne vanno. Ma il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E' l'immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l'idea dell'uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Sono quasi duemila anni che diciamo "prima di Cristo" e "dopo Cristo". O vogliamo forse smettere di dire così? Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. E' muto e silenzioso. C'è stato sempre. Per i cattolici, è un simbolo religioso. Per altri, può essere niente, una parte dei muro. E infine per qualcuno, per una minoranza minima, o magari per un solo bambino, può essere qualcosa dì particolare, che suscita pensieri contrastanti. I diritti delle minoranze vanno rispettati. Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano. La corona di spine, i chiodi, evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l'immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e dei prossimo. Chi è ateo, cancella l'idea di Dio ma conserva l'idea dei prossimo. Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c'è immagine. E' vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini. E di esser venduti, traditi e martoriati e ammazzati per la propria fede, nella vita può succedere a tutti. A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola. Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto o accade di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l'idea della croce nel nostro pensiero. Tutti, cattolici e laici portiamo o porteremo il peso, di una sventura, versando sangue e lacrime e cercando di non crollare. Questo dice il crocifisso. Lo dice a tutti, mica solo ai cattolici. Alcune parole di Cristo, le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente. Ha detto "ama il prossimo come te stesso". Erano parole già scritte nell'Antico Testamento, ma sono divenute il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto. Sono il contrario di tutte le guerre. Il contrario degli aerei che gettano le bombe sulla gente indifesa. Il contrario degli stupri e dell'indifferenza che tanto spesso circonda le donne violentate nelle strade. Si parla tanto di pace, ma che cosa dire, a proposito della pace, oltre a queste semplici parole? Sono l'esatto contrario del modo in cui oggi siamo e viviamo. Ci pensiamo sempre, trovando esattamente difficile amare noi stessi e amare il prossimo più difficile ancora, o anzi forse completamente impossibile, e tuttavia sentendo che là è la chiave di tutto. Il crocifisso queste parole non le evoca, perché siamo abituati a veder quel piccolo segno appeso, e tante volte ci sembra non altro che una parte dei muro. Ma se ci viene di pensare che a dirle è stato Cristo, ci dispiace troppo che debba sparire dal muro quel piccolo segno. Cristo ha detto anche: "Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perchè saranno saziati". Quando e dove saranno saziati? In cielo, dicono i credenti. Gli altri invece non sanno né quando né dove, ma queste parole fanno, chissà perché, sentire la fame e la sete di giustizia più severe, più ardenti e più forti. Cristo ha scacciato i mercanti dal Tempio. Se fosse qui oggi non farebbe che scacciare mercanti. Per i veri cattolici, deve essere arduo e doloroso muoversi nel cattolicesimo quale è oggi, muoversi in questa poltiglia schiumosa che è diventato il cattolicesimo, dove politica e religione sono sinistramente mischiate. Deve essere arduo e doloroso, per loro, districare da questa poltiglia l'integrità e la sincerità della propria fede. lo credo che i laici dovrebbero pensare più spesso ai veri cattolici. Semplicemente per ricordarsi che esistono, e studiarsi di riconoscerli, nella schiumosa poltiglia che è oggi il mondo cattolico e che essi giustamente odiano. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. I modi di guardarlo e non guardarlo sono, come abbiamo detto, molti. Oltre ai credenti e non credenti, ai cattolici falsi e veri, esistono anche quelli che credono qualche volta sì e qualche volta no. Essi sanno bene una cosa sola, che il credere, e il non credere vanno e vengono come le onde del mare. Hanno le idee, in genere, piuttosto confuse e incerte. Soffrono di cose di cui nessuno soffre. Amano magari il crocifisso e non sanno perché. Amano vederlo sulla parete. Certe volte non credono a nulla. E' tolleranza consentire a ognuno di costruire intorno a un crocifisso i più incerti e contrastanti pensieri.”
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